Marche MTB Tour-01
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| Tempio del Valadier - Genga (AN) |
Un grazie a Marco per le fotografie
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3/06/2024
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Castelplanio-Cerreto d'Esi
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Distanza km
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Metri elevazione
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Tempo
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Meteo
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Salita
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Discesa
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Trascorso
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In movimento
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38,5
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1372
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1246
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7:15
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3:28
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Statistiche
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Velocità in Km/h
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Media
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Massima
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In Salita
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In discesa
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In pianura
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5,3
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64,3
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3,4
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7,8
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6,8
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Salita km
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Discesa km
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Pianura km
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12,4
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11,6
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14,5
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Tracciato adatto a:
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Mountain bike
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@-Mtb
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Gravel
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Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire la
pagina del portale)
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Garmin
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Google Maps
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Outdooractive
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Wikiloc
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Itinerario che fa parte di un gruppo di tracciati
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Note
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gruppo: (la scelta viene attivata solamente se l'itinerario fa
parte di un'aggregazione di tracciati)
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Gruppo
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Marche MTB Tour
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fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva da ogni
responsabilità l'organizzatore.
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Note
(i pulsanti vengono attivati solo in presenza di link)
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La prima avventura di questo
Marche MTB Tour inizia
da Angeli di Mergo un piccolo
paese della provincia di
Ancona in cui siamo arrivati
il giorno precedente e nel quale abbiamo riposato dopo una cena
sensazionale. Quest'oggi il dislivello non è stato certamente
dalla nostra parte ma grazie alla clemenza del meteo abbiamo
potuto percorrere questi primi chilometri gustandoci il paesaggio
e le bellezze dei luoghi con la prima fermata nel borgo
fortificato di
Serra San Quirico. Che dire
poi del tratto stradale in discesa, in parte su strada bianca, che
ci ha poi condotto nella
Gola di Frasassi dove
siamo prima passati davanti all'ingresso delle famose
Grotte prima di arrivare all'entrata del Sentiero che porta al
Tempio di Valadier (raggiungibile però solo a piedi e con una bella scarpinata). Il tempo dedicato per la visita, collegato all'Eremo di Santa Maria in Frasassi, ci ha portato via qualche ora ma vi assicuro che ne vale
veramente la pena. Il tutto, però, non termina qui perchè ripresi
i nostri mezzi ci siamo diretti verso l'Abbazia di San Vittore alle Chiuse dove un'altra sosta è di per se dovuta per vedere la
bellezza di questa chiesa dell'anno 1000. La parte rimanente è
quasi interamente su fondo sterrato e fino all'arrivo a
Cerreto d'Esi un pò di fatica
bisogna per forza farla.
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N.
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Descrizione
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1
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Serra San Quirico (AN); da periferia salita
asfalto/sterrato in direzione bivio
SP14 1100m pendenza max 15%.
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2
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Serra San Quirico (AN); salita sterrato da
bivio
SP14
fino all'entrata nel centro storico del borgo 600m pendenza max
15,5%.
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3
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Serra San Quirico (AN); salita asfalto/sterrato fino a
Torre del Cassero
400m pendenza max 10,7%.
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4
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Serra San Quirico (AN); salita sterrato/sentiero in
direzione della località Monte 1800m pendenza max
23,9%.
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5
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Serra San Quirico (AN); salita sterrato/asfalto per
attraversamento
Macchia delle Monache
3500m pendenza max 14,8%.
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6
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Genga (AN); da
Abbazia San Vittore
in direzione località Palombare di Ferro,
Valrapara e San Cristoforo 2000m pendenza max
18,3%.
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7
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8
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9
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10
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11
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12
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13
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14
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15
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16
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17
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18
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19
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20
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Tracciato percorribile in sella al:
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Descrizione itinerario
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Primo giorno del tour che inizia dall'incrocio tra
la SP9 e via degli Angeli a
Mergo ed
attraversandolo raggiungiamo l'ingresso sul ponte che
attraversa il
fiume Esino. Girando subito a destra imbocchiamo una stradina che per
un breve tratto affianca la ferrovia e successivamente, con
un ripido strappo a destra ci conduce a fianco di una
rete di recinzione proseguendo poi in leggera discesa
verso la località
Mare di Mergo. Raggiunto il bivio proseguiamo ancora diritto sulla
bellissima strada bianca che affianca lo scorrere delle
acque del torrente e ci conduce in direzione del sottopasso
della SS76 che superiamo per arrivare al bivio di via Montirone.
Deviamo a sinistra per raggiungere la prima traversa e
girando andiamo ad attraversare le case della località
Contrada
Bruscara. Proseguendo su questa stradina secondaria andiamo ad
affrontare alcune curve prima di ritrovarci in Contrada
Serralta dove
procediamo in direzione della traversa sterrata che parte a
destra sul piccolo ponticello che attraversa il canale. La
stradina asfalto/sterrato procede in direzione di un'altro
sottopasso della statale arrivando poi ad imboccare a destra la stradina di via
F.lli Bandiera. Seguendola raggiungiamo il passaggio a
livello e superandolo ci portiamo ad incrociare
la SP14 dove deviamo a sinistra.
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Ne percorriamo circa 300 m e all'altezza della curva
proseguiamo diritto sull'altra stradina che va ad attraversare
le prime case di
Serra San Quirico. La
strada inizia a salire in modo molto blando e raggiunto il
bivio della provinciale proseguiamo diritto per poco più di
100 m e giriamo a destra alla prima traversa di via E. Brega.
Uno strappetto ci porta tra le case e con un ultima ascesa a
sinistra, su un fondo sterrato, raggiungiamo il bivio con
la SP14 . Curvando a destra si prosegue con pendenze intorno al 13%
in cui percorriamo questi 300 m che ci separano dalla
traversa, a destra, sterrata che parte subito dopo l'inizio
del secondo tornante. Entrando ancora in off-road si inizia
subito a salire con pendenze, che si sentono subito più
impegnative, ci conducono al di sotto della case a strapiombo
del centro storico di Serra San Quirico. Risaliamo il pendio che termina a fianco di una delle
porte che facevano parte della cinta muraria della
cittadina e che a causa di un movimento franoso sono
arrivate fin sul sentiero occupandolo in parte. Il
vincolo, con le transenne, del divieto di passaggio ci
cogli leggermente impreparati ma decidiamo comunque di
scendere di sella e superare l'ostacolo con del sano
portage superando la volta dell'antico ingresso nel paese.
Guadagnata la parte pavimentata della strada è doveroso
fermarsi un attimo per ammirare le splendide vedute del
circondario e di una parte delle
Copertelle.
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Percorriamo il tratto pavimentato della stradina che si
inerpica verso piazza Libertà dove, dopo una sosta per un
buon caffè, riprendiamo a destra il nostro tour passando
accanto alla fontana del paese. Inserendoci all'interno di
via G. Garibaldi che, in falsopiano, ci conduce verso la
periferia deviamo quindi a sinistra sul tornante che entra
in
Contrada Forchiusa. Dopo la curva a destra troviamo il primo strappo, davvero
impegnativo, che per i prossimi 500 m, su un fondo asfaltato,
ci conduce al bivio con la SP14 dove la pendenza arriva in alcuni punti al 22%. Siamo
entrati nel Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di
Frasassi
ed attraversata la provinciale entriamo su un sentiero del
Bike Park che risale a destra e con un tornante entra poi
all'interno della Val Brecciara. Fondo iniziale non proprio perfetto ma con l'aiuto del
motore della @-mtb, anche se al minimo, si passa
tranquillamente ma ben presto il sentiero si stringe e alcuni
passaggi nel mezzo della macchia mediterranea diventano anche
difficoltosi. Non arrendendoci mai procediamo sempre in
salita, per questi 1400 m, con pendenze che in alcuni punti
arrivano anche al 24% ed arrivati all'altezza della fattoria,
in località Monte, inizia finalmente la breve discesa che raggiunge il
bivio.
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Imboccata, a sinistra, la bella ed ampia strada bianca si
inizia ancora a salire e apprestandoci a percorrere una
pendenza media intorno al 6% arriviamo prima accanto all'Area
Pic-Nic e successivamente ad un trivio. Per nulla stanchi
dalle salite precedenti, si fa per dire, giriamo a sinistra
immettendoci sulla bella stradina asfaltata che inizia subito
a salire. Pendenze intorno al 15% che rimangono invariate per
i prossimi 1400 m per aggirare la Macchia delle Monache prima di arrivare all'ingresso della sterrata che parte a
destra, in discesa, che va in direzione del Colle di Cupi. Quest'altro bellissimo tratto off-road si divide in due
parti; il primo tratto lo si percorre per 1100 m con pendenze
negative e tratti anche tecnici al -22%. La seconda
parte di 1500 m prevede tratti ancor più impegnativi (-24% in
discesa) che consentono di aggirare il Monte San Pietro
prima dell'arrivo al bellissimo borgo di Cerqueto. Arrivati a ridosso delle poche case giriamo a destra ed
attraversato il piccolo centro abitato scendiamo in direzione
dell'incrocio ed attraversandolo si prosegue, sempre in
discesa, su una stradina asfaltata che ci porta all'incrocio
successivo. Tenendoci leggermente a destra ci immettiamo sulla
stradina asfaltata che con una bella e lunga discesa di oltre
3400 m ci conduce con qualche bella curva in località Bivio Pandolfi.
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Deviando a sinistra procediamo sempre su asfalto su questa
bella stradina secondaria che affianca la provinciale e che
ci consente di viaggiare in modo molto più tranquillo fino
ad arrivare al piccolo agglomerato di case di Pianello. Lo attraversiamo percorrendo via G. Ragni e arrivati al
bivio dell'ampia strada asfaltata giriamo a sinistra. Siamo
entrati nella valle del
fiume Sentino
e procediamo all'interno della Gola di Frasassi
su quest'ampia carreggiata con un saliscendi continuo che ci
regala immagini davvero suggestive davanti a noi con le
falesie dei monti che sono a picco sulla strada. Arrivati
all'altezza del parcheggio è d'obbligo una fermata per
lasciare le nostre @-mtb legate e salire, a piedi dopo il
pagamento del biglietto, sulla bellissima strada pavimentata
che con una bella pendenza raggiunge prima il
Tempio di Valadier
(1828) e poi l'Eremo di Santa Maria di Frasassi
(1029). Non si può non fermarsi un'attimo per ammirare la bellezza
del luogo in cui ci troviamo con il piazzale davanti al Tempio
che prosegue poi sui gradini, a destra, verso l'Eremo. Ma
anche girando le spalle alla storia si nota la valle
sottostante e sopra tutto questi monti che conservano ancora
molte grotte inesplorate.
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Scesi nuovamente a livello stradale inforchiamo le nostre
@-mtb per dirigerci, a sinistra, in direzione delle
Grotte di Frasassi
(1948). Le raggiungiamo pochi minuti dopo ma l'attesa per una
visita, vista la coda dei visitatori, sarebbe troppo lunga e
perciò, per il momento, bypassiamo il tutto e proseguiamo sul
nostro tracciato. Strada che procede sempre in falsopiano e
con delle ampie curve che ci permettono di visualizzare anche
la parte più alta della gola dove il verde delle piante ha
oramai inghiottito quasi tutte le rocce. Bellissime
suggestioni che rimangono sicuramente impresse negli occhi
mentre hai davanti a te una lunga fila, indiana, di
biker, dove lasci tutti i pensieri altrove e ti immergi
nella realtà odierna insieme agli amici dove è ancor più bello
passare da queste parti. Poco più avanti arriviamo a fianco al
Camposanto di Genga
e subito dopo ci troviamo di fronte all'Abbazia di San Vittore alle Chiuse
(1060) ed anche in questo luogo dove la storia venne scritta dai
Monaci non è possibile non fermarsi. Qualche scatto
fotografico di ricordo non pò mancare così come la visita
all'interno della Chiesa prima di sistemare i mezzi perchè nel
frattempo è anche arrivata l'ora del pranzo.
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Saremmo rimasti li ancora, nel locale del piccolo bar davanti
all'Abbazia, ma il dovere chiama e quindi si riparte.
Ritorniamo in direzione della rotonda e prendiamo la seconda
uscita per percorrere un rettilineo che ci porta a ridosso del
ponte che attraversa il fiume Sentino
ma non lo attraversiamo perchè, poco prima, giriamo a destra
sulla stradina asfaltata e secondaria di via San Vittore.
Proseguiamo in falsopiano per circa 500 m e raggiunto il bivio
con il passaggio a livello ci teniamo a destra per seguire
adesso l'ingresso della sterrata che riparte nuovamente in
salita. Prima parte con pendenze intorno al 17% per risalire
la prima gobba poi, dopo una breve discesa, eccoci nuovamente
in salita ma questa volta con pendenza più accettabile che si
attesta intorno al 13%. Poco più avanti attraversiamo il
piccolo centro abitato, oramai disabitato, di Palombara di Ferro
e con un bel tratto semi pianeggiante ci avviciniamo
all'ultima salita della giornata. Siamo al chilometro 28,8
quando inizia questa ennesima salita che per una lunghezza di
1500 m e una pendenza che raggiunge il 18% ci conduce alle
porte dell'altro piccolo borgo di San Cristoforo. Per niente agevole la salita ma, fortunatamente, ci sono
tornanti che agevolano l'ingresso su tratto successivo per cui
in questi punti si può anche respirare. Iniziamo quindi la
discesa, sempre in off-road, percorrendo delle belle ed ampie
curve che si sommano ai lunghi rettilinei che passano sempre
all'interno del bosco e non distanti dalla linea
ferroviaria.
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Raggiunto il sottopasso della SS76 ritroviamo l'asfalto e poco dopo deviamo a sinistra per
imboccare il ponte che attraversa il
fiume Esino per portarci tra le
case di Borgo Tufico. Il
rettilineo che ne segue lo lasciamo poco prima di arrivare
allo svincolo della SS256 dove giriamo a destra andando a percorrere il
rettilineo, della stradina, che raggiunge il passaggio a
livello. Attraversati i binari ci riportiamo su fondo sterrato
e quasi sempre in rettilineo andiamo ad affrontare
quest'ultimo tratto pianeggiante che passa tra le sponde del
fiume e la linea ferroviaria. Alcune parti del sentiero
sembrano sparite ma guardando attentamente dove mettere le
gomme delle nostre @-mtb si scorge ancora qualche tratto
segnato senza dimenticare che abbiamo sempre, davanti a noi,
il nostro navigatore in cui controlliamo man mano i nostri
spostamenti sulla traccia che abbiamo a disposizione.
Attraversato l'ultimo campo arriviamo alla sterrata e deviando
per forza a destra andiamo a percorrere via Monterustico ed
entriamo nel territorio comunale di Cerreto d'Esi. Dopo un rettilineo, che ci conduce all'ennesimo
attraversamento di un passaggio a livello, giriamo a destra e
lasciamo l'ultimo sterrato della giornata portandoci su via
Dante dove raggiungiamo la prima traversa a sinistra che ci
conduce all'incrocio con la SS256 dove con molta cautela giriamo a sinistra e arriviamo
alla nostra destinazione ed al termine della prima tappa del
tour.
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